L’umorismo è il mio metodo

John Peter Sloan è l’insegnante di inglese più famoso d’Italia. Ha ideato un metodo innovativo e si è fatto amare da studenti e telespettatori per i suoi modi anticonvenzionali e la sua parlantina simpatica. Eppure la sua fortunata carriera di professore è nata un po’ per caso e con l’unico obiettivo di dare un taglio netto alla vita di eccessi e sregolatezza che aveva condotto per oltre dieci anni nella sua carriera da cantante. Il nuovo lavoro come professore di inglese però gli ha permesso di scoprire un dono: insegnare l’inglese gli veniva facile e lo motivava come poco altro nella vita. Passione e impegno hanno fatto il resto e alla fine ha creato un nuovo metodo di insegnamento, fondato la sua scuola, partecipato a diverse trasmissioni tv, aperto un pub, pubblicato manuali e un romanzo. È così che un inglese originario di Birmingham è diventato una delle star più amate d’Italia, un paese di cui si è subito innamorato. «Ho pensato che fosse un manicomio e quindi perfetto per me! Nel bene o nel male non ci si annoia mai!».

Secondo Antonio D’Orrico del Corriere della Sera lei è “il più efficace professore di inglese mai apparso nel nostro paese”. Qual è il segreto del suo metodo?

La parte fondamentale è l’ordine con cui spiego la grammatica. Non seguo l’ordine canonico dei manuali, perché significherebbe insegnare la grammatica come si fa abitualmente. Io invece punto tutto sulla velocità e do subito gli strumenti per costruire delle frasi e iniziare a parlare. L’umorismo, il gioco è invece un modo per sbloccare lo studente. La maggior parte degli italiani quando deve imparare l’inglese si sente stupida, pensa che se non impara è per colpa sua. Ma se sei teso e impaurito non impari niente. Per questo è importante alleggerire l’atmosfera giocando un po’.

 

 

Secondo lei perché per gli italiani è così difficile imparare l’inglese?

Perché si studia troppo tardi. In Italia l’insegnamento della lingua inizia a 7 anni, esattamente quando finisce l’età dell’imprinting. È un controsenso perché è nei primi anni di vita che bisogna insegnare le lingue, quando i bambini non fanno nessuna fatica. C’è poi l’aspetto degli insegnanti: conoscere e parlare l’inglese non significa per forza saperlo anche insegnare.

Quando ha smesso di fare il cantante ha deciso di diventare professore di inglese. Perché ha scelto proprio l’insegnamento?

Volevo un lavoro normale. All’inizio era solo un modo per dare una regolata alla mia vita, per avere orari e giornate ordinate. Continuando a fare il cantante mi stavo uccidendo, conducevo una vita di eccessi. Se devi alzarti la mattina alle sette per andare a fare lezione non puoi esagerare la sera prima. Quasi subito ho capito di avere un dono: sapevo insegnare l’inglese e vedevo che gli studenti mi seguivano, apprendevano facilmente. Dopo 17 anni di palco da cantante mi è venuto naturale portare un po’ di show nell’aula. Ho iniziato insegnando in alcune scuole, poi mi hanno cercato alcuni dirigenti di aziende e nel giro di poco sono diventato molto ricercato. Questo è stato molto importante perché mi ha motivato a continuare. All’inizio mi annoiavo tantissimo, avevo perso il piacere delle altre cose. Insegnare invece mi ha appassionato, mi veniva facile e davanti alla lavagna non potevo annoiarmi.

Quando ha capito che una vita di eccessi e sregolatezza non avrebbe potuto durare a lungo?

Salire su di un palco su di giri era molto più divertente ed ovviamente ti sentivi a mille. Ma non c’è nulla in confronto all’orrore che ne segue. A un certo punto perdi il controllo di tutto. Mantenendo questo stile di vita, si smette di ragionare in modo logico. Si arriva a pensare che tutto quello che fai è noioso e perdi la capacità di apprezzare le piccole cose. La parte terribile è la perdita della dignità e del rispetto per se stessi e per gli altri. Ci si rende conto poi di vivere in un incubo e di buttare via anni della tua vita.

Cosa l’ha convinto che era il momento di cambiare?

Quando è nata mia figlia ho capito che dovevo darmi una regolata e mettere ordine nella mia vita. Stefania, la mamma di mia figlia mi ha aiutato moltissimo ed anche se adesso non stiamo più insieme è rimasta la mia migliore amica. Ovviamente non è stato facile voltare pagina. Il lavoro mi ha aiutato molto, soprattutto a riempire quei momenti di noia che per un artista sono molto pericolosi.

Con il nuovo lavoro e la sua nuova vita è arrivato in breve tempo anche il successo, cosa ha rappresentato per lei?

Sono diventato famoso quando avevo 40 anni. Il mio primo libro “Instant English” è diventato il manuale di lingue più venduto in Italia. Per me è stata una sorta di rivincita. Mai avrei pensato di poter comprare una casa, di non avere problemi economici. Quando si conduce una vita sregolata si è spesso considerati dagli altri come dei falliti, degli incapaci. È un giudizio superficiale. Io sono riuscito a cambiare vita e quando l’ho fatto è arrivato tutto. Ciò che c’è di positivo di quell’esperienza è che adesso riesco ad apprezzare ogni singola cosa.

 

 

 

 

 

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